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di Romeo Orlandi*

Radiocor - Milano, 30 nov - Andamenti diversi e contraddittori si segnalano per le divisioni del gruppo Tata. Alla Indian Hotels e' stata rifiutata una proposta di acquisto della Orient Express Hotels. L'offerta era di 1,86 miliardi di dollari, volta ad acquistare il 93% delle azioni che l'azienda indiana ancora non possedeva ad un prezzo unitario di 12,63 dollari per azione. Essa e' stata ritenuta insufficiente nonostante stabilisse un premium price del 40% superiore al valore corrente sul mercato. La struttura duale dell'Orient Express conferisce al consiglio d'amministrazione un potere netto rispetto agli azionisti e rende pressoche' impossibile ogni Opa ostile. Non avra' luogo dunque, almeno per ora, la fusione tra il gruppo indiano - che controlla tra gli altri il Taj Mahal Hotel a Mumbai (teatro di sanguinosi attacchi nel 2008) ed il Pierre a New York - e la prestigiosa azienda che possiede il Cipriani di Venezia e la titolarita' dell'affascinate marchio del percorso ferroviario tra Londra e Venezia. Il rifiuto, comunicato ad un mese dall'offerta dopo con l'apporto di advisor internazionali, segue quello di 4 anni fa. La decisione di Orient Express, motivata da valutazioni non esclusivamente economiche ('non crediamo ci possa essere un'unione strategica tra le proprieta' prevalentemente indiane di Tata e un asset di stampo globale') aveva allora addirittura creato un risentimento sociale in India, pungolata nel nazionalismo e pronta ad accusare di razzismo la controparte. La decisione di quest'anno e' stata motivata piu' sobriamente con ragioni economiche legate al valore ritenuto basso dell'offerta. Di conseguenza, rimarra' indipendente l'azienda con base a Londra, incorporata nelle Bermude e quotata alla Borsa di New York. Forse per compensare il tentativo non riuscito, il giorno dopo - il 9 novembre - il gruppo indiano ha annunciato la conclusione di un'importante acquisizione. La sua azienda Tata Power - il piu' grande produttore privato di energia del paese - ha rilevato il 26% della miniera indonesiana BSSR le cui riserve di carbone sono stimate quasi inesauribili. L'operazione e' il preludio ad un intervento societario gia' negoziato e condurra' a successivi acquisti di minerale fossile, pari a 10 milioni di tonnellate ogni anno. Il gruppo si e' dunque assicurato un approvvigionamento consistente per il futuro, rafforzando la sua presenza in Indonesia. Tre settimane dopo la sigla di questo contratto, Tata Motors ha annunciato l'inizio della distribuzione di suoi 3 modelli di automobili per fini commerciali in Bangladesh. La collaborazione nel paese confinante risale al 1971 - cioe' all'inizio dell'indipendenza dell'ex Pakistan Orientale - ma era limitata ai veicoli industriali. Ora il gruppo prende una lungimirante iniziativa tesa alla motorizzazione di un paese popoloso ed economicamente in crescita, confermando che il suo intervento globalizzato su vari paesi e per settori diversi conduce inevitabilmente a rinvii e successi.

* Presidente Comitato Scientifico Osservatorio Asia

 

Pubblicazioni

Alberto Forchielli e Romeo Orlandi
“Quaderni dalla Cina (e non solo)”
Publisher: KKIEN Publ. Int
Price € 2,49
 

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