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7° CONVEGNO ANNUALE DI OSSERVATORIO ASIA

Le nuove opportunità per le PMI italiane nei paesi asiatici in via di sviluppo e industrializzati, e il ruolo cruciale della finanza.

Giovedì 11 Novembre 2010

Ore 14-18
Milano, Palazzo Turati
Via Meravigli, 9b

 

 

COMUNICATO STAMPA

 

Milano _ Per le PMI italiane si affaccia in Asia uno scenario futuro foriero di ottime opportunità in tutti i settori, soprattutto per quelli più sofisticati tra i beni strumentali.

Dove? In Cina, ma in altri Paesi in rapido sviluppo, quali l’India, l’Indonesia, il Vietnam.

Inoltre, le PMI italiane hanno forti possibilità di affermarsi in tutta l’Asia orientale, anche nei Paesi industrializzati e ad alto reddito (Giappone, Corea del Sud, Singapore, Hong Kong), Paesi in cui i beni di consumo trovano un export privilegiato.

Questo il tema oggi più che mai ‘caldo’ sul tappeto del 7° Convegno annuale di Osservatorio AsiaFinanza e mercati in Asia”, organizzato congiuntamente a Camera di Commercio di Milano-Promos.

<Le Pmi italiane, in Asia non sono penalizzate dalle loro dimensioni _ osserva Romeo Orlandi, presidente del Comitato Scientifico di Osservatorio Asia, chairman del Convegno _ In questi ultimi anni, infatti, ovunque nel continente asiatico si è affermata un'imprenditoria dinamica, giovane, non di espressione governativa, di dimensioni ridotte. Proprio queste aziende sono oggi l'interlocutore ideale per le Pmi italiane, alle quali chiedono conoscenze e competenze, oltrechè i prodotti>.

Come possono trarne vantaggio, gli imprenditori italiani? <Prendendo coscienza dell'importanza del fenomeno _ sottolinea Orlandi - e non considerando l'Asia soltanto come una destinazione delle esportazioni. Inoltre, oggi in Asia ci sono tutti i presupposti per un’affermazione del ‘Made in Italy’ più completa, al di là dei prodotti. Mi riferisco al ‘made in Italy’ del management aziendale, della costruzione dei marchi, della versatilità e dell'uso delle sinergie territoriali>.

 

“I mercati finanziari – spiega Claudio Rotti, vice presidente di Promos - sono fortemente interconnessi e globalizzati, e capire meglio quali sono le dinamiche in corso in questi grandi paesi emergenti, l’andamento dei corsi valutari, la fluttuazione delle borse, le politiche monetarie portate avanti dai rispettivi governi, non è più solo argomento per addetti ai lavori, ma tocca nel vivo ogni imprenditore chiamato a competere ed operare sui mercati esteri. Non va inoltre trascurato - prosegue Rotti - l’impatto che le economie orientali, ed asiatiche in particolare, esercitano anche sulla nostra economia locale, non solo con le crescenti esportazioni, ma anche attraverso sia l’acquisizione di aziende italiane ad opera di fondi di investimento e multinazionali asiatiche, sia attraverso le sempre più numerose comunità straniere che intraprendono attività produttive e commerciali in Italia”.

 

Il ruolo della finanza.

Tema portante, che verrà affrontato al Convegno – speculare a quello dei mercati – è il ruolo della finanza.

L’affermazione asiatica, infatti, non è solo manifatturiera, ma anche finanziaria.

La regola è che la finanza segue le merci (sia produzione che consumo). Non è dunque più pensabile una ‘economia strabica’, con le merci a Oriente e la finanza ad Occidente.

Per questo, la tradizionale supremazia dei mercati finanziari del Nord Atlantico si è assottigliata. E le Borse asiatiche risentono del beneficio della crescita economica, non registrano decoupling di crescita, ma acquisiscono maggiore forza ed autonomia.

La finanza, dunque, è un’arma aggiuntiva nell’arsenale asiatico.

La disponibilità di risorse è avvenuta dopo l’affermazione dell’Estremo Oriente come fabbrica planetaria e successivamente come macchina da esportazioni. I fenomeni sono tra loro collegati. I surplus commerciali si sono convertiti in aumento delle disponibilità. Non a caso la Cina è il 1° esportatore ed il maggior detentore di riserve al mondo. La dotazione di oltre 2.500 miliardi di dollari è la conseguenza di incessanti flussi esportativi.

La People’s Bank of China detiene lo stock di riserve più alto posseduto da una banca centrale nella storia economica. La Cina comanda una classifica sostanzialmente asiatica, seguita da Giappone, Russia, Taiwan, India, Corea del Sud. Un ruolo importante è stato svolto dall’alto risparmio dei Paesi asiatici e dalla loro tradizionale frugalità nei consumi.

Soprattutto nel dopo crisi, la dotazione finanziaria appare strategica nel delineare nuovi assetti globali.

La Cina, dunque, è più che mai sotto i riflettori dei futuri sviluppi della finanza internazionale. La strategia è duplice ed intercommessa: rendere presto convertibile la moneta cinese, il renminbi, e sviluppare Shanghai come centro finanziario internazionale di rilievo entro il 2020.

 

Naturalmente questi mutamenti del panorama economico e finanziario stanno generando nuovi assetti geo-strategici nel Pacifico. Il Convegno dunque, oltre alle nuove sfide per le aziende italiane, analizza anche il ruolo della politica.

Il programma. Il Convegno si articola attraverso interventi tematici, da parte di esponenti cinesi ed europei. Intervengono - dopo i saluti di Alberto Forchielli, Presidente Osservatorio Asia e Claudio Rotti, vicepresidente Promos - Marta Mueller Ricciardini, Principal Investment Officer, Ifc, World Bank, Paris; Michael Zheng, Investment Manager Mandarin Capital Partner, Shanghai; John Koh, Chairman BMH Management Ltd; Director, Mapletree Industrial Fund, Singapore; Giorgio Moretti, Amministratore Delegato Dedalus Spa. Discussant: Pietro Modiano, Presidente Carlo Tassara e Presidente Nomisma e Fabio Tamburini, Direttore Radiocor Il Sole 24 Ore e Radio 24.

Conduce i lavori Romeo Orlandi, Presidente Comitato Scientifico Osservatorio Asia.

Osservatorio Asia ringrazia:

 

Alpha Associati, Carel Industries, Cathay Pacific, Cooperativa Ceramica d’Imola, Dedalus, ENEL, Euticals, Fabbri 1905, Fineurop, Finmeccanica, Hofima, IMA SpA, Impregilo, Investindustrial, Mandarin Capital Partners, NCTM Studio Legale Associato, Nethi Partners, SACMI, Sira Group, Willis


Media Partner: Il Sole 24 Ore Radiocor

 

OSSERVATORIO ASIA

La conoscenza come fattore competitivo.

Osservatorio Asia è un organismo nato da uno stretto rapporto di collaborazione tra esponenti del mondo imprenditoriale e accademico, con la volontà di analizzare con continuità i rapporti economici Italia-Asia.

Obiettivo di Osservatorio Asia, è quello di stimolare gli imprenditori italiani ad acquisire una maggiore consapevolezza dei mercati asiatici.

Osservatorio Asia promuove varie attività (convegni, seminari, ricerche, corsi di formazione e progetti editoriali), al fine di fornire un concreto sostegno all’internazionalizzazione delle imprese.


Pubblicazioni

Alberto Forchielli e Romeo Orlandi
“Quaderni dalla Cina (e non solo)”
Publisher: KKIEN Publ. Int
Price € 2,49
 

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